Mercedi, venalità, cumuli e rendite
Magistrature e uffici nello Stato di Milano nella prima metà del XVIII secolo
Synopsis
Questo lavoro intende tracciare un quadro il più possibile esaustivo dei modi del funzionamento degli uffici di uno stato di Antico Regime all’inizio del Settecento. Per comprendere l’essenza di quel sistema si è privilegiato lo sguardo di chi ne era parte integrante, cioè le descrizioni che ci ha lasciato un alto magistrato che cercò di delineare con cura la struttura amministrativa del suo paese, riportando anche i nomi di coloro che ricoprivano le cariche. Particolare risalto assumono fenomeni legati alla venalità, all’ereditarietà, alla concentrazione di alcuni uffici in poche mani e alle rendite che ne derivavano. Tale sistema influenzava gli assetti politici, divenendo un importante fattore di consolidamento del potere sovrano: la patrimonialità degli uffici consentiva di cementare un coacervo di interessi che finivano per associare i ceti locali al Re nella conservazione di tutto il sistema di governo, aspetto che si mantenne con continuità fra il dominio di Spagna e d’Austria. I titolari di cariche, i loro parenti e clienti, i sostituti, formavano un blocco compatto, che aveva un comune interesse a perpetuare un apparato in cui avevano investito le proprie risorse e da cui scaturivano cospicue rendite.
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