Architetture del Secondo Novecento in Piemonte
Synopsis
«Il contenitore – scrive Paolo Fossati nel 1991 – è un punto di ragionamento bellissimo, e per gli storici quello che si dice una manna. Ma a una sola condizione: che dentro il contenitore si contengano fatti e modi e quindi “gusti” non solo non identici fra loro, ma neppure coordinati per essere tali […]. A meno che un esame paziente del “gusto” e, soprattutto dei gusti (del pittore, dell’architetto, dei pubblici e delle aree di offerta, delle varie occasioni, del mercato e delle idee – ricevute e emesse – delle istituzioni e della critica ecc. ecc.) permettesse di identificare aree comuni su cui le diverse produzioni battono contemporaneamente».
Il volume trae origine da una ricerca dipartimentale, svolta tra il 2018 e il 2020, dal titolo L’architettura in Piemonte, ad esclusione del territorio di Torino, dal 1945 ad oggi. Selezione di opere di rilevante interesse storico-artistico che ha visto la costruzione critica e la redazione di una schedatura di 150 architetture d’autore per la campagna di censimento promossa dagli anni Duemila dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. I singoli contributi allora redatti dal gruppo di ricerca e pubblicati sulla piattaforma ministeriale (https://censimentoarchitetturecontemporanee.cultura.gov.it/), dopo un’ulteriore selezione temporale e contestuale, sono stati rielaborati e ampliati nei contenuti per questa pubblicazione. L’invito a una riflessione su queste tematiche è stato esteso alle Istituzioni coinvolte, a giovani studiosi e al comitato scientifico della collana.
«Stabilite le tavole delle presenze (quelle citate o altre, poco importa)», scrive ancora Paolo Fossati nel 1993 e, forzando ulteriormente, nel presente volume, l’arco temporale agli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento e la ragionata “chiamata in scena” di poco più di cinquanta opere realizzate in Piemonte, il tentativo è stato di preservarne il più possibile integro il valore di testimonianza, attraverso la documentazione originaria, le relazioni autoriali, i disegni e le bellissime fotografie d’epoca – dal progetto all’opera realizzata –, tralasciando quindi, intenzionalmente, il tempo delle modifiche funzionali e delle alterazioni figurative.
Le opere qui censite, articolate in sei sezioni – centri comunitari; scuole e tempo libero; edifici per il culto; industria e produzione; Ina casa, case per operai e dipendenti dell’industria; case unifamiliari e ville – evidenziano inoltre un momento di importante riflessione tipologica e figurativa e gli aspetti più significativi di una stagione di grande sperimentazione teorico-critica e di linguaggio, ma anche il significato e il valore che si vogliono ancora riconoscere alle intenzioni e all’impegno militante di alcuni protagonisti dell’architettura italiana, oggetto di una riflessione monografica nei volumi di questa serie divenuta, dal 2018, collana dal titolo Architetti italiani del Novecento.
Il volume prosegue la serie inaugurata nel 2012 dalla presidenza della Scuola di Architettura Civile del Politecnico di Milano, con la pubblicazione dei convegni su Ernesto Nathan Rogers, in occasione del centenario della nascita, Guido Canella (2014), Carlo De Carli (2016), Roberto Gabetti (2017), Giorgio Raineri (2020) e di quelli dedicati a Il diritto alla tutela. Architettura d’autore del secondo Novecento (2019) e al Monumento Memoriale. Figurazione e tensione plastica come istanza morale (2025).
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