Una moderna città per le masse di sciatori
Sestriere 1929-1975
Synopsis
Prefazione di Antonio De Rossi
Nel pieno della crisi del 1929, la famiglia Agnelli decide di convertire un pianoro d’alta quota isolato in un avamposto della produzione industriale e del consumo di massa. Il volume esplora la parabola straordinaria della stazione sciistica di Sestriere, analizzando le dinamiche di controllo del territorio attuate dalla Società Anonima Incremento Turistico del Sestriere e la densità unica di opere d’autore che ha caratterizzato il secondo dopoguerra. Attraverso i progetti di figure cardine come Vittorio Bonadè Bottino – inventore delle iconiche torri razionaliste concepite con l’efficienza millimetrica dell’abitacolo Fiat – e Giovanni Chevalley, fino alla polifonia del boom economico che vede affiancati architetti del calibro di Casalegno, Albertini, Dolci, Bordogna, Hutter, Grassi, Jaretti e Luzi, Sestriere si rivela un laboratorio a cielo aperto del Moderno europeo. Dai grandi condomini autosufficienti degli anni Cinquanta alle strutture influenzate dalle vicine stazioni francesi negli anni Settanta – con l’affascinante concorso non realizzato di Carlo Mollino per il Club Med e le sperimentazioni organiche e neoliberty di Roberto Gabetti e Aimaro Isola –, il libro mappa il passaggio cruciale verso la crisi del tardo modernismo e la nascita delle prime tutele ambientali, culminate nella svolta neo-vernacolare di Grangesises.
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