Chiedere aiuto come pratica organizzativa
Dalle dinamiche individuali alla co-costruzione del contesto: un framework integrato
Synopsis
L’help-seeking (la richiesta di aiuto) è il gesto più ordinario della vita organizzativa e insieme uno dei più fecondi. È attraverso l’help-seeking quotidiano che il sapere circola, che le competenze si trasmettono, che la fiducia si costruisce.
La letteratura organizzativa se ne occupa da oltre trent’anni e ha chiarito con precisione crescente le motivazioni che orientano la richiesta di aiuto, le barriere che la inibiscono e il ruolo del sostegno percepito da colleghi e superiori. Lo ha fatto collocandosi prevalentemente sul piano individuale, assumendo come unità di analisi l’attore che valuta se esporre un proprio limite e a chi rivolgersi. L’Autrice sposta il livello di osservazione e considera ciò che accade quando le richieste di aiuto, reiterandosi nel tempo, assumono la forma di una pratica condivisa.
Ne deriva una tesi controintuitiva: le pratiche di help-seeking non riflettono la cultura organizzativa, concorrono a produrla, insieme alle gerarchie informali, alle reti di competenza e alle identità professionali che vi si costituiscono. Su questa proposizione si fonda il framework HS-GOP (Help-Seeking as Generative Organizational Practice), di cui il volume articola le implicazioni per la cultura, per i processi di cambiamento e per l’ibridazione con i sistemi di intelligenza artificiale.
Oltre a fornire un contributo teorico, la ricerca offre significative implicazioni pratiche e manageriali, in quanto il riconoscimento del valore generativo delle pratiche di help-seeking consente a manager e professionisti HR di presidiare le condizioni in cui esse si producono, dai canali della richiesta di aiuto al governo dei sistemi conversazionali.
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